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mercoledì 6 aprile 2011

AI MIEI TEMPI


Non importa se migliori o peggiori, sono memorie lontane abbellite dal trascorrere del tempo, o rese ancora più tristi e squallide. Ma cosa significa: “Ai miei tempi?” Quello che si vive al momento o che si vivrà in futuro non è comunque il nostro tempo? Forse è un tempo rubato, di altri, non vissuto? Non capisco…


Il mio tempo è l’arco della mia vita: bambina, teen ager, giovane donna ora anziana, poi vecchia signora. Sono le età della vita da vivere appieno ora per ora. Non è vero che solo i bimbi e i giovani hanno un futuro. Hanno solo un futuro più lungo. Non ho mai nascosto la mia età e ne sono orgogliosa; ho sempre trovato ridicole le persone che lo fanno. Gli anni ci sono, niente e nessuno ce li può togliere. Perché privarci dei festeggiamenti e dei regali? Perché non vivere serenamente e completamente l’ora?


Carpe diem, dicevano i latini, e l’attimo da cogliere si presenta a qualsiasi età. Prima mio marito, poi mia figlia, quindi mio genero ed ora il mio nipotino. Non mi hanno annullato, mi hanno accresciuta. Con mio nipote vivo momenti bellissimi e so che lui li vive con me quando giochiamo, ridiamo, parliamo, leggiamo e cantiamo insieme in allegria e serenità. Glielo leggo negli occhi splendenti. Il mio Angelo, dopo aver trascorso per la prima volta due intere giornate con me, da soli, senza mamma e papà, se ne è uscito con questa frase: “Sai papà, io sto proprio bene con nonna”. Questo lo sapevo già, ma a sentirlo il cuore si è fermato!


Nonna Lì

martedì 5 aprile 2011

ANTONELLO E L'ESORCISTA PER BIMBI NOTTAMBULI



Siore e siori, oggi vi presentiamo un altro dei papà che fanno parte del nostro staff. Ecco cosa ci racconta di lui: “Ok dunque vediamo l’importante è rompere il ghiaccio, come disse quell’agricoltore siberiano.... Ciao! Mi chiamo Antonello Francavilla, ho ormai 42 anni e da grande spero di farne 43, ma guardandomi capireste che ho un’età apparente che va dai 14 ai 55 anni. Sono papà di un ragazzone di ormai 15 anni nato da un precedente matrimonio, e ultimamente di un pargolo di quasi 7 mesi, l’urlatore del condominio: un incrocio tra Godzilla e uno pterodattilo che per gli amici porta il nome di Alex. Lavoro nel campo dell’informatica e come hobby canto nei locali e ho alle spalle un passato da imitatore-cabarettista. Forse è questa la causa delle mie crisi d’identità…..

Come papà di Alex posso dirvi che all’età di 42 anni sono consapevole della mia maturità acquisita, o almeno credo, forse più stanchevole ma comunque consapevole. Quindi ora prendo le cose con più razionalità e calma. Per esempio, da sei mesi ho assunto un esorcista per bimbi nottambuli… Riesco a cambiare un pannolino senza per forza tapparmi il naso o vomitare, so inventare giochi assurdi e rumori mai visti né sentiti prima, neanche lontanamente mai pensati neanche da un genio degli effetti speciali del calibro di Spielberg…

Non vedo l’ora la sera di rientrare dal lavoro per abbracciarlo e nessuno me ne voglia se non aspetto che si svegli per prenderlo. Non ce la faccio. E se non mi si incazza lui che dormiva, non accetto che lo faccia nessuno. Lui mi ricambia con un sorrisone, è quello ciò che più desidero. Alex è un bimbo solare con tutti ma con crisi a tratti da incubo, vuole attenzioni 24h su 24h . Avesse almeno il self service, saremmo felici.

Di altro potrei per ora solo aggiungere una foto di noi due farabutti e sfido chiunque a dire che non mi somiglia. In seguito ci sentiremo spesso sul blog. Nel frattempo, sappiate che già vi stimo tutti. E che ve lo dico a fa’….”

E adesso qualche domanda al papà di Godzilla:

1) A quanto ho capito Alex non è esattamente la creaturina più pacifica del Pianeta. Suppongo non dorma granché, di notte. Come affronti questo problema, esorcista per bambini nottambuli a prescindere?

Beh…Più che affrontarlo io, lo affronta la mia compagna. Io mi limito a brevettare tappi per le orecchie. Seriamente: non riesco a far molto perché lui cerca il latte in continuazione e se non arriva fa’: “Muuuuu!”. Lei con moooolta calma lo allatta; io al massimo le faccio compagnia con un occhio chiuso e l’altro aperto. A volte mi alzo per cambiargli il pannolino, visto che di dormire non se ne parla, e al mattino faccio gli straordinari al lavoro arrivando un’ora prima. E tutti in coro: “A volte ritornano!”

2) Veramente riesci a cambiare un pannolino senza vomitare, oppure questa dichiarazione è una subdola strategia per accaparrarti le simpatie dei lettori?

No, no, davvero: niente più conati, niente più tapparsi il naso. Ormai il naso è tutt’uno con l’odore pannolitico, però magari respiro con la bocca. Mi fa impazzire quando si libera del costrittore e comincia a zampettare modello tarantolato. Pronti, viiiiia! Si parte! Mano sotto al pancino, sotto il lavandino, acqua e sapone e il gioco è fatto. Salvo sporadiche pipì a fontanella fuori dal selciato, ovviamente.

3) Qual è il rapporto fra il tuo ragazzone quindicenne e il cucciolo di Godzilla?

Purtroppo questa è la nota dolente: il ragazzone vive con sua mamma a 60 km da me, non ha mai voluto vedere l’esorciccio, vuoi l’età vuoi la rabbia, vuoi il rancore. Ad oggi io non insisto, ma so che muore dalla curiosità; lo noto nelle parole, negli sguardi. Gli do tempo, tutto quello che vuole, per capire. Mi spiace che si stia perdendo forse il meglio della crescita di suo fratello, però lo lascio riflettere e rispetto il suo pensare. Nel frattempo non gli tolgo spazio e trovo il modo di starci assieme il più possibile.

4) Raccontaci un paio di aneddoti sui tuoi figli che ti hanno commosso fino alle lacrime.

Sicuramente la nascita del mio primo figlio. Non ho assistito al parto e quando è nato l’ostetrica me lo ha piazzato in braccio e lo ha spacciato per una femminuccia. Non ho voluto sapere il sesso fino alla nascita, ma sapevo che era maschio (orgoglio di papà). Però quando ho avuto la conferma sono scoppiato a piangere di gioia e sono contento di averlo fatto. Con Alex invece mi sono commosso la settimana scorsa quando, per la prima volta, tornando dal lavoro mi ha abbracciato e ha appoggiato la bocca sulla guancia. Non so se lo ha fatto per istinto, ma per me era un bacio...

5) E per chiudere in bellezza, prendi un respiro profondo, concentrati e facci un rumore che farebbe impallidire persino Spielberg. Dal padre di un semi pterodattilo ci aspettiamo questo ed altro.

Devo? Ma siete sicuri? Così rischio un’intervista doppia alle iene con Alex J… Facciamo che per questa volta vi risparmio…

lunedì 4 aprile 2011

BIMBI 2.0

Provate a chiedere a un bambino di cinque anni cosa sia un cookie. Dieci ad uno che saprà rispondervi, magari senza addentrarsi in particolari squisitamente tecnici, ma sicuramente non replicherà che “cookie” significa “biscotto” in inglese.

Alla loro età noi sapevamo a malapena cosa fosse un computer; oggi i nostri cuccioli utilizzano il pc già in prima elementare. Ciò è ovviamente sintomatico di un progresso che richiede anche a bambini piccolissimi di approcciarsi a strumenti tecnologici che a volte risultano ostici persino agli adulti. Ma i bambini rispondono a tali sollecitazioni in modo fin troppo soprendente…

Secondo uno studio condotto dalla Avg, un’azienda con sede nella Repubblica ceca che produce software antivirus, le abilità dei bambini in campo informatico sono strabilianti. E’ stato preso in esame un campione di 2.200 bambini di età compresa dai 2 ai 5 anni, tutti residenti nei Paesi europei più sviluppati. Alle loro mamme è stato chiesto di rispondere ad alcune domande, e il frutto della ricerca offre dati percentuali piuttosto emblematici:

Risulterebbe infatti che: Il 58% Sa giocare ai videogame Il 69% Sa usare il mouse Il 63% Sa accendere e spegnere un pc Il 28% Sa fare una chiamata con il telefonino Il 25% Sa lanciare un programma di navigazione web e accedere a Internet Il 19% Riesce a giocare con un'applicazione touch (tablet e smartphone) A fronte di questi dati strabilianti, però , soltanto: Il 52% Sa andare in bicicletta, Il 37% Conosce a memoria il proprio indirizzo Il 20% Riesce a nuotare senza assistenza L’11% Sa allacciarsi le scarpe


L’interazione fra bambini e tecnologie è ovviamente cambiata, e sicuramente è naturale che sia così. Però, e questo è solo il nostro personalissimo e opinabile parere, se questi dati sono effettivamente veritieri, allora sarebbe forse opportuno affiancare in modo più presente i nostri figli non solo nel mondo virtuale, ma anche in quello reale.

Un bimbo che a cinque anni sa usare un’applicazione smartphone, ma che contestualmente non sappia allacciarsi le scarpe da solo non è poi un dato così confortante, a meno che l’immediato futuro imponga un nuovo must: gironzolare per il mondo a piedi nudi.

venerdì 1 aprile 2011

GIVE AWAY VINCI UN SOGGIORNO IPERCLUB PER 4 PERSONE. AND THE WINNER IS...







True Random Number Generator Min: Max: Result: 27 Powered by RANDOM.ORG


AND THE WINNER IS............ La fortunatissima vincitrice è Tatiana, il commento n.27 Complimenti Tatiana, non pensare che sia un pesce d’Aprile e scrivici una mail a info@zero6.eu

specificando un tuo recapito telefonico.

Ti spiegheremo come poter usufruire del premio!

Grazie a tutti per aver partecipato e... al prossimo give away

Pattini o pallone ? Scegli Axel !


Viviamo in prima persona l’assenza di spazi realmente adatti ai bambini e le problematiche legate alle uscite familiari, soprattutto quando i suoi membri manifestano esigenze diverse. Prendiamo ad esempio una famiglia composta da un papà e un ragazzino innamorati del calcio e da una mamma e una bimba che invece dello stadio proprio non ne vogliono sapere. Oggi c’è il derby. Come si fa ad accontentare tutti, soprattutto se in casa c’è anche un bebè?

Bambini al Potere! in collaborazione con Axel vi offre la soluzione per poter accontentare le necessità di tutta la famiglia: mentre i due calciofoli si scalmaneranno allo stadio, la mamma e i piccoli potranno godere della fantastica pista di pattinaggio Axel e avvalersi dei nostri servizi dedicati ai cuccioli da 0 a 6 anni nello spazio Zero6 .

Zero6 è un'area colorata ed accogliente: giocattoli, tanta musica e ballo a go go. Mentre le animatrici intratterranno i più piccoli con tanti giochi stimolanti, laboratori creativi e letture ad hoc, le mamme potranno pattinare, sedersi al bar e prendere un drink, rilassarsi, leggere una rivista e usufruire all’occorrenza di un'attrezzatissima zona nursery.

Axel e Zero6 Bambini al Potere! offrono divertimento e soluzioni specifiche per le famiglie, incentivano l’amore per lo sport e mettono d’accordo tutti.

BAMBINI AL POTERE! Un mondo di divertimento per i piccoli e comodità per i genitori.

AXEL è la struttura che ospita la pista di pattinaggio su ghiaccio in Viale Flaminio.
Lo spazio Zero6 sarà aperto, per questo primo periodo,  in concomitanza con le partite di calcio del pomeriggio.