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domenica 13 febbraio 2011

INNAMORARSI A TRE ANNI


Un pomeriggio di tanto tempo fa mio figlio, all’uscita dell'asilo, ha esordito con un:“Sai, mamma, non sono più fidanzato con Zoe… Il giorno, poi, va sempre a casa con i genitori!” E già. Incappare in suoceri così retrogradi è un gran bell’impiccio! Quanta crudeltà nel precludere una sacrosanta convivenza a due giovani cuori innamorati! Un po' di modernità, e che cribbio! :-)
Mio figlio a tre anni scarsi aveva già individuato la donna della sua vita. Un caso raro? No, è piuttosto comune che i bimbi si innamorino fin da piccolissimi.

Le reazioni dei genitori spaziano dal gemito di tenerezza all’urlo di Munch. Ad alcuni parte l’embolo del: “Wow! Mi si è fidanzato il cucciolo! Devo assolutamente raccontarlo all’universo!" E giù con eventi ad hoc su Facebook, foto dei due innamorati incorniciate da vezzosi cuoricini, telefonate, annunci raggianti a vicini, parenti, semplici curiosi, insegne ad intermittenza fluorescente, fuochi di artificio ad oltranza. Il pargolo rimane a guardarci, perplesso da tanto entusiasmo, e intanto si gode la sua storia d’amore mentre noi prendiamo impegni con l’azienda di catering, il fiorista, il prete e l’orchestra per allietare i duecentocinquanta invitati alle nozze.

In altri, invece, la notizia genera perplessità. Prendono forma prese in giro velate ai danni del pargolo, quasi si sentano in dovere di spiegargli che non ci si può fidanzare a tre anni. Perché no? Etimologicamente la parola “fidanzato” significa “degno di fiducia” e mi sembra che la definizione calzi a pennello anche per nanetti altri poco più di una bottiglia di latte. Perché, se ci pensate bene, fidanzarsi a tre anni, o giù di lì, rappresenta il riconoscimento di un affetto profondo per un compagno speciale, nulla di più. Manifestazioni d’amore più concrete, perlomeno ce lo auguriamo vivamente, sono lontane anni luce dalle testoline dei bambini che oggi sono sì precoci, ma non così precoci. Un genitore con un briciolo di criterio in zucca dovrebbe registrare il fatto con naturalezza, la stessa naturalezza con la quale i bimbi si fidanzano e “sfidanzano”, spesso nel giro di poche ore.

Sempre il tizio che ho partorito qualche tempo fa, alla veneranda età di cinque anni mi ha raccontato delle sue torbide vicende scambiste alla scuola materna…
“Lo sai che io e Sofia ci siamo lasciati? Diceva che non la facevo più ridere…Allora io mi sono fidanzato con la sua amica che non rompe mai le scatole quando le dico di fare un gioco e ride sempre e Sofia si è fidanzata con Damiano. Un po’ mi dispiace, però almeno ora siamo tutti più contenti.”
Non fa un piega...

Ora passo la palla a voi: avete voglia di raccontarmi qualche aneddoto tenero, buffo, sgangherato sul fidanzamento dei vostri piccoli? Quali sono state le vostre reazioni?
PS: Buon San Valentino a tutti gli innamorati, dai 3 ai 300 anni di età!

venerdì 11 febbraio 2011

GIVE AWAY PLAY HOUSE DISNEY - CATANIA


Prosegue il Playhouse Disney Live, da novembre 2010 nelle migliori città italiane, uno spettacolo divertentissimo durante il quale i bambini possono scatenarsi al ritmo di musica con Mannie Tuttofare e i suoi simpatici strumenti, battere le mani con i Little Einsteins, saltellare con Tigro, Winnie the Pooh e tutti gli amici del Bosco dei Centro Acri. Con Playhouse Disney Live è rigorosamente vietato starsene buoni buoni su una sedia!

Se sei amica di Zero6 potrai usufruire dello speciale sconto del 10% sull’acquisto dei biglietti, è sufficiente registrarsi qui: http://www.zero6.eu/registrati.php

Oggi Bambini al Potere! regala a un fortunato vincitore 4 biglietti per la prima di Mercoledì 16 Febbraio – presso il Teatro Metropolitan Via Sant'Euplio, 21 – CATANIA

Lascia un commento a questo post, condividi sulla tua pagina face book o sul tuo blog e segnalaci il link di condivisione. Per ovvi motivi non possiamo accettare commenti anonimi.

Martedì 15 Febbraio alle ore 16:00 comunicheremo il nome del vincitore – I biglietti potranno essere ritirati direttamente presso il botteghino del Teatro.

martedì 8 febbraio 2011

NO KIDS? IN CHE SENSO "NO KIDS"?


Questa notizia ha fatto il giro del Web :

Dunque…Ecco…Ehmmm… Parliamone, sì. Parliamone. Perché l’articolo esordisce con un “E non si tratta dell'evoluzione postmoderna di lontani divieti impronunciabili. Semplicemente di una ricerca del silenzio, della tranquillità.” A nostro avviso, invece, precludere l’ingresso ai bambini a prescindere dalla loro natura altamente disturbante (e qui vi preghiamo di cogliere una nota di garbato sarcasmo e non la voglia di innescare polemiche sterili) rappresenta soltanto l'ultima sfumatura della lunga serie di discriminazioni che ci ha regalato il passato. Le motivazioni sono diverse, i fini meno feroci, ma questa preclusione va a toccare i bambini e ciò ovviamente non ci piace.

Ghettizzare le famiglie perché “disturbano” sarebbe la democratica soluzione per garantire ordine e tranquillità nei locali chic? A parte il fatto che difficilmente una famiglia con figli piccoli mette piede in un luogo dove si sorseggia Moët et Chandon ghiacciato avvolti da luce soffusa e musica new age, il problema di base è questo: e se un bambino rimane composto al suo posto ed evita di fare il tiro a segno con i coltelli ai danni dei camerieri, quale sarebbe il senso di vietargli l’ingresso? Non sarebbe più semplice per il gestore intervenire valutando di caso in caso?

Un bambino che al ristorante rovescia i tavoli senza alcun controllo può innegabilmente generare fastidio, ma francamente ci sembra un visione un po' esagerata. Se un bimbo effettivamente arreca disturbo in modo eccessivo (e ciò può capitare, non lo neghiamo) è sufficiente una richiesta di intervento da parte dei genitori; sono loro i reali maleducati, e non il piccolo. Ma per alcuni anche il parlottio incessante di un bimbo può disturbare, anche un urletto sporadico perché non vuole assaggiare gli spinaci, o lo spostamento di una sedia per andare a fare pipì. Ecco,se questo è disturbare allora non stiamo neanche a discutere; ci avvaliamo della facoltà di non replicare ad un’assenza di empatia così pesante nei confronti dei bambini.
Che l’Italia non fosse un paese bimbo-friendly per noi non è poi questa sorprendente scoperta, che non esistano spazi adatti ai più piccoli è una triste realtà che sperimentiamo quotidianamente sulla nostra pelle. Ma che oggi si arrivi addirittura a pensare di impedire l’ingresso nei locali pubblici ai bambini ci sembra un filino inquietante.

La maleducazione (di grandi e piccini) non è mai ben accetta. I bambini, invece, dovrebbero esserlo sempre, in tutti i luoghi e in tutti i laghi. E poi, se addirittura gli si vieta l’ingresso sui velivoli, come dovremmo fare per andare in vacanza all’estero? Chiedere loro se ci raggiungono in separata sede, magari con l’aereo di Barbie?

Attendiamo le vostre impressioni e… Sappiate che qui da noi possono accedere tutti, senza limitazioni. Grazie

martedì 1 febbraio 2011

NATALIA CATTELANI: PASSIONE, AMORE E CREATIVITA' IN CUCINA

Che sia una cuoca straordinaria lo sanno in molti, che sia una bellissima donna è piuttosto evidente, che sia una fra le più capaci food blogger della rete è ormai un dato di fatto, ma che sia anche una persona simpaticissima ve lo dico io, poichè ho avuto l’onore di conoscerla personalmente e di intervistarla per Bambini al Potere.

Natalia Cattelani è nata a Sassuolo e ciò le regala un irresistibile accento che già di suo fa tanto “buona cucina”. Ma non è soltanto un’ottima cuoca, le sue capacità in campo artistico sono molteplici: scopre ad appena dieci anni di avere una bella voce e prende parte come personaggio principale a delle operette, ama recitare e ha seguito per ben cinque anni dei corsi di teatro a Modena, sempre con un occhio di riguardo all’arte del bel canto.
Laureata in giurisprudenza, nel corso della sua vita ha frequentato corsi di cucina dovunque e su ogni cosa, è una sommelier certificata dal corso Fisar, ha aperto una scuola di cucina prima itinerante, poi con sede fissa a Roma e nel frattempo ha trovato anche il tempo per sposarsi e mettere al mondo ben quattro ragazze, l’ultima nel 2006, concepite tutte con lo stesso uomo, ci tiene a precisarlo. Suo marito Roberto, cardiologo nutrizionista seguace della medicina naturale, è da sempre il miglior consulente per le sue ricette.

Alla nascita della quarta bimba, molla tutto e apre il blog http://www.tempodicottura.it/ rivolto a chiunque ami cimentarsi in cucina, ma soprattutto con un'ampia sezione dedicata al cucinare divertendosi assieme ai propri figli.
Nel 2010 arriva una chiamata dalla redazione de La prova del cuoco; cercavano una mamma che facesse cucinare i bambini. Diventa quindi ospite fissa del programma per circa un anno. Potete vederla all’opera in una delle sue tante partecipazioni clikkando qui: http://www.youtube.com/watch?v=yr8TK9RbS-U

E’praticamente onnivora, ma non ama le consistenze molli: sono poco divertenti e "si lasciano subito andare giù". Quindi pollice verso contro molluschi, trippa e ostriche. Cucina principalmente di sera, quando sono tutti a letto, per non essere disturbata e per rilassarsi un po'. Le piace disegnare e inventare, costruire e usare la fantasia.
Ottimista per motivi religiosi, il suo motto è "andare sempre avanti" e vive giorno per giorno, senza programmazioni a lungo termine.

Qualche curiosità su di lei: è stata anche doppiatrice in alcuni episodi del telefilm Lassie ed è costantemente a dieta, perché ingrassa anche con l'aria. Di ciò si è sempre lamentata fin da ragazza, quando pesava appena 56 chili per un metro e settanta di altezza.

Ed ora qualche domanda per farvela conoscere meglio:

1) Auguste Gusteau, l'idolo di Rémy, il delizioso piccolo chef di Ratatouille afferma che “chiunque può cucinare", compresi ovviamente i topini talentuosi e i cuccioli d’uomo. Sei d’accordo?

Si, Gusteau ha perfettamente ragione, non diventeremo tutti come lui, ma provare e ottenere risultati più che dignitosi lo possiamo fare tutti, basta avere “la voglia” aggiungo io! E non ho detto il tempo, perché quello se si vuole si trova sempre, facciamoci un bell'esame di coscienza... Oh, mamma mia come sono cattiva! Ho iniziato questa intervista da vera bacchettona, speriamo di aggiustare il tiro e di apparire un po' più simpatica!

2) Quando crei qualcosa di particolarmente artistico come una torta riccamente decorata, quindi splendida non solo per il palato, ma appetibile anche alla vista, soffri nell’assassinarla a coltellate per servirla ai fortunati commensali?

Assolutamente no, finalmente godo anch'io dopo tanto lavoro nel poterla assaggiare!

3) Hai quattro splendide ragazze in casa, ma non tutte vantano le tue capacità ai fornelli. Te ne stupisci, accetti ragionevolmente il fatto che i figli non ereditano sempre le nostre virtù, oppure sotto sotto speri ancora di redimere la pecorella smarrita?

Avranno ereditato qualche cos'altro, magari di meglio! La grande, per esempio che non ha molta attitudine per il cibo, non ama nemmeno mangiare, ma è un'artista a tutto tondo: disegna, crea, abbina, con un gusto davvero particolare e nelle sue cose (alcune) è precisissima e meticolosa, molto esigente, insomma bellissimo no? E quando dovrà preparare una torta per i suoi figli, beh, mi auguro di esserci ancora io, in fondo la mamma è sempre la mamma !

4) Un antico proverbio recita che gli uomini si prendono per la gola, ma le donne? Sei mai stata sedotta (anche soltanto intellettualmente) da un uomo abile in cucina?

Ti devo dire la verità? No! Dal momento che cucinare lo so fare io, mi piace essere sedotta da altre cose, non riesco ad apprezzare questa qualità nell'uomo, anche perché poi “potrebbe” subentrare la competizione, insomma, no: o io o lui!

5) Amore, creatività e ottime materie prime: in quale percentuale miscelare questi ingredienti per ottenere un piatto da dieci e lode?

Guarda, io metterei l'amore al 50 per cento, poi pari merito il resto. Cosa te ne fai delle materie prime se non riesci a trattarle con amore, e della creatività, se nella tua testa non hai il sentimento giusto per incanalarla? Sì, sono convinta di quello che ho detto.

6) E infine una confidenza capace di distruggere la tua reputazione in poche, abili, mosse: Natalia Cattelani brucia mai la cipolla quando fa il soffritto?

Mi leggerà qualcuno? Sì, mi capita spesso di bruciare non solo la cipolla, ma soprattutto quando uso la pentola a pressione: spezzatini, verdure a vapore, fagioli… Ti potrei fornire un elenco preciso dei mie piccoli disastri, perché sono ostinata e distratta. Metto dentro in pentola, poi vado a fare altre cose, dimenticando di avere qualcosa sul fuoco, il tempo vola e io, magari mentre sto rispondendo ad una intervista, brucio tutto...Oooooops! Sento un odorino....Mannaggia corro in cucina...Ciaoooo!

Nel ringraziare Natalia per la sua squisita disponibilità, concludo questa intervista citando delle considerazioni tratte dal suo blog che collimano perfettamente con lo spirito di Bambini al Potere:

Con questo blog non mi propongo di insegnare a chi non sa o di confrontarmi con chi sa già. Quello che mi ha spinto a scrivere è la voglia di comunicare delle idee che aiutino ad agire.
Idee semplici e finalizzate.
Idee che ci tengono in movimento.
Nel tempo di cottura.
Parto dai bambini e dedico questo mio primo sforzo a loro, stiamo con loro,festeggiamo con loro, creiamo cose per loro.

mercoledì 26 gennaio 2011

POLVERIZZIAMO LE PLAY STATION A COLPI DI LIBRO



Oggi siamo probabilmente invasi dallo spirito di una pedagogista vecchio stampo ma, infischiandocene di apparire obsoleti, lanciamo un appello ai genitori: tenete fuori dalla portata dei vostri piccoli play station e compagnia bella, almeno finché potete.
Questa riflessione nasce dopo aver assistito alla scena isterica di un bimbetto di circa sei anni che ha sbattuto violentemente contro un albero un videogioco, probabilmente perché non riusciva a superare un livello. Aveva trascorso tutto il pomeriggio su una panchina del parco, invece di giocare a pallone con gli altri bambini. Ha proseguito ad urlare e lanciare pedate a chiunque gli si parasse davanti, con gli occhi spiritati di un tossicodipendente in crisi di astinenza, per circa un’ora. Poi finalmente si è calmato, ed è stramazzato per terra a far nulla. La mamma ha quindi ripreso a fumare una sigaretta dietro l’altra, troppo presa dalle sue chiacchierare con le amiche per curarsi di lui. Questo è chiaramente un caso limite, ma non troppo. Non è infatti raro vedere bambini che non si staccano mai da un videogioco, persino quando vanno a una festicciola di compleanno, oppure al parco.

E’ lapalissiano che ogni genitore sia liberissimo di scegliere gli intrattenimenti che ritiene più opportuni per suo figlio, nello staff di Bambini al Potere non militano membri della Santa Inquisizione. Però schiaffare bimbi piccolissimi ad oltranza davanti alla TV, o drogarli con i videogiochi perché si è super impegnati o stanchi è, a nostro modesto parere, troppo comodo. Siamo tutte presi da mille impegni e i figli, alcuni moderatamente, altri in modo tragico, sono sì faticosi, ma non meritano di finire parcheggiati davanti a uno schermo, che sia quello di un televisore o quello di una consolle.

Attenzione: non stiamo parlando di quell’oretta provvidenziale quando si torna stremati dal lavoro e il piccolo non ci lascia preparare la cena, no. Ci riferiamo naturalmente all’ uso sistematico, all’abuso, alla continuità di un trastullo che a lungo andare uccide la fantasia e la capacità di apprendimento dei bambini.
Se non vogliamo che i nostri figli rimpinguino il fenomeno già ben nutrito dell’analfabetismo di ritorno, proponiamo loro qualcosa di diverso, di straordinario, di antico – se volete - come il leggere. La grandezza di un libro non è quantificabile in relazione alla sua funzione primaria che è, chiaramente, quella di insegnare qualcosa. La sua forza è soprattutto nella condivisione. Sì, un libro per bambini ci unisce in modo unico a nostro figlio quando, seduti accanto a lui, gli regaliamo il preziosissimo dono del nostro tempo.

Non è necessario leggere un mattone di cento pagine, ovvio che spesso non ne abbiamo il tempo. E’sufficiente interessarsi a una fiaba breve ma curiosa, oppure sfogliare uno di quei libri a tre dimensioni, quelli con i divertenti pop up, o magari quelli che si trasformano in puzzle. Basta leggere con entusiasmo, incuriosire i piccoli a domandarsi:“E adesso? Cosa accadrà adesso?”. Leggere una fiaba a un bambino è un atto d’amore. Leggergliela bene, intendiamo dire, con le vocine dei personaggi, il suono del vento, del mare e anche del silenzio. A fine giornata costa una fatica bestia, non discutiamo, ma fidatevi: non potreste fargli un dono più gradito e scoprirete che è un’attività estremamente divertente anche per voi.

Basta un briciolo di attenzione e amore e, con un pizzico di fortuna, nostro figlio proseguirà da solo nell’esplorazione di pagine colorate e scritte che ancora non è in grado di leggere, ma che comunque riescono a regalare qualcosa di utile alla sua crescita. Basta poco, e l’alibi che il piccolo potrebbe non essere interessato alla questione non regge. Qualsiasi bambino, anche il più vivace, non può che rimanere affascinato da un libro.

Pur tuttavia, l’uso moderato di videogames et simili, se fatto con intelligenza, può essere annoverato fra gli intrattenimenti per i bambini, soprattutto se scegliamo applicazioni istruttive, divertenti e stimolanti. Assolutamente no, invece, ai videogiochi violenti o a quelli che drogano i bambini al punto da non potersene staccare per superare il livello successivo, quelli che per forza di cose imprigionano il cervello in operazioni ripetitive e sterili.

Introdurre i piccoli alla lettura è un qualcosa che andrebbe attuato fin dalla più tenera età, magari con il supporto di strutture che si preoccupino di aiutare i genitori in questo splendido e affascinante compito.
Segnaliamo perciò a quanti risiedano a Roma in zona Anagnina/Morena/Ciampino una piccola, deliziosa, libreria per bambini che organizza a cadenza settimanale incontri di lettura e laboratori creativi. E’gestita da Mara e Monica, adorabili al pari del piccolo locale curato con impegno; due ragazze che credono in quello che hanno messo in piedi e che meritano una risposta nutrita di pubblico. Soprattutto lo meritano i vostri bambini…

Questi sono i loro contatti:
http://www.libroincantato.it/

Il libro incantato Libreria per Ragazzi
Via di Torre Morena, 50-52a - 00118 Roma

Telefoni: 0660662852 - 3394502639 – 3333795223
Mail: libroincantato@libero.it

Le trovate anche su Facebook:
http://www.facebook.com/group.php?gid=189774837657#!/profile.php?id=1586385415

Vorremmo che questo post servisse a raccogliere le segnalazioni di iniziative analoghe nelle vostre città organizzate dalle librerie, ma anche dagli istituti scolastici. Perciò, cari genitori, se vi piace il nostro suggerimento, aiutateci a polverizzare le play station a colpi di libro. Questo sì che significherebbe passare a un livello superiore…