Chi siamo

giovedì 17 marzo 2011

VIAGGIARE IN TRENO CON I BAMBINI. PARLIAMONE...


Un viaggio cullati dal romantico dondolio della carrozza, lo sguardo perso in chilometri e chilometri di bucolico verde, il piacere di un buon libro da gustare in santa pace o una gradevole chiacchierata con un compagno di viaggio interessante: questo significa, da sempre, prendere un treno…


Sì, quando hai venticinque anni, i capelli freschi di messa in piega, devi raggiungere il centro per incontrare un aitante fidanzato e il tuo unico pensiero angosciante è quello di coordinare correttamente il colore dello smalto con quello della micro borsetta in camoscio.

Sì, quando sei un quarantenne, stai affrontando un lungo viaggio per rivedere gli amici del militare e nel bagaglio hai infilato soltanto un cambio di biancheria pulita, una camicia e dei jeans, una tuta da ginnastica, gli scarpini per la partitella scapoli- ammogliati e l’ebbrezza di avere di nuovo vent’anni, anche se soltanto per un week end.

Decisamente no quando, indipendentemente dall’età, sei una donna che deve prendere il treno con due bambini piccoli. Intendiamoci: viaggiare in treno oggi costituisce un’ottima soluzione quando nutri un odio atavico per il cambio manuale, oppure l’idea di salire su un aereo ti causa un attacco di panico fulminante.
Ma se sei mamma comporta discreti problemi.

Se a seguito hai una pesante valigia, una borsa con il cambio (e già, le micro borsette in camoscio sono ormai un nostalgico ricordo), un passeggino e un pargolo che pesa almeno dodici chili da sveglio, e centocinquanta quando è addormentato, l’impresa diventa lievissimamente più complicata.

Se di figli poi ne hai due, magari una lattante e un adorabile delinquentello che non riesce a star fermo neanche se lo inchiodi con la colla a caldo ai sedili, allora l’impresa diventa decisamente complicata.

Problema n.1:
Come faccio a salire in carrozza con una valigia, un borsone, un passeggino e uno/due pargoli attaccati alle gonne, se davanti agli occhi mi trovo una scaletta di ferro e sotto i piedi un pericoloso pertugio che, dieci ad uno, se mi distraggo per una frazione di secondo finirà per inghiottire il nano più grande?
Senza l’aiuto di un buon samaritano, salire la scaletta di un treno, per una mamma, è agevole quanto conquistare la cima del K2 in equilibrio su un filo di seta.

Problema n.2:
Come qualsiasi neonato degno di questo nome, la piccola fa la cacca con la stessa frequenza con la quale un adulto inspira aria ed espira anidride carbonica. Ergo: dove accidenti la cambio? Sul tavolinetto della carrozza ristorante? Sul coperchio del water? In braccio al diciottenne brufoloso il quale, soltanto all’idea di scoprire quali orridi misteri custodisca un pannolino sporco, mi dà di stomaco sui piedi così devo ripulire anche lui?

Problema n.3:
Esaurito il repertorio dei giochini per intrattenere il pupo più grande (tempo stimato: un quarto d’ora, minuto più, minuto meno), come faccio a farlo stare tranquillo se la cucciola di vampiro non mi si stacca un attimo dal seno? Avete un’ idea di quanto sia umiliante rincorrerlo per i corridoi con la camicetta slacciata e i seni sballottati al vento a mo’ di valchiria al galoppo con buona pace dei viaggiatori di sesso maschile?

Soluzioni? Parliamone… Secondo voi migliorare la qualità dei viaggi in treno per le famiglie è possibile? In quale modo potremmo arrivare a risolvere certe problematiche? Con un miracolo? Raccontateci di quali servizi vorreste usufruire per trasformare un’Odissea in un viaggio piacevole per voi e per i vostri piccoli.

1 commento:

  1. Ma poi l'hai fatto 'sto viaggio in treno?! Ti prego dimmi di si e illuminami sul come e perché! Noi (io e mio marito) dobbiamo affrontare 11-dico-11 ore (Catania-Roma) con un solo nano, di 21 mesi, che la nonna, sempre prodiga di commenti giulivi, lo ha ultimamente apostrofato come "scheggia impazzita", e ho detto tutto! HELP ME!!!

    RispondiElimina