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mercoledì 20 aprile 2011

IL MESTIERE DEI NONNI

Il mestiere di nonno è, a volte, impegnativo e faticoso ma allo stesso tempo coinvolgente e appagante. L’amore tra nonni e nipoti non ha cantori celebri, è un dato di fatto, anche se i poeti rarissimamente hanno trovato parole da spendere in merito…
Pensate agli innumerevoli versi che hanno cantato l’amore tra un uomo e una donna; ai poeti e ai pittori che hanno immortalato, in versi e su tela, l’amore tra madri e figli, un po’ meno quello tra fratelli, quasi misconosciuto, come per i nonni o per i padri.

Essere nonni al giorno di oggi è uno status sempre in evoluzione e sempre più diversificato, sempre più spesso una scelta. Per lo più i casi della vita permettono, a volte però obbligano a scegliere ‘come’ si desideri o si possa essere nonni. I nonni di oggi, poi, non sono i ‘vecchi matusa’ di un tempo: vivaci e pieni di vita, con i loro nipoti ridono e scherzano regalando allegria. Sorridono sempre quando vedono i loro tesori e li intrattengono con storie di vita avventurose ed emozionanti. Bassi od alti, magri o grassi, diversi tra loro, hanno in comune l’amore per i bimbi.

Ben oltre il divertimento ed il piacere del giocare insieme e delle cure, allo stesso tempo tenere ed affettuose, non prive però di un certo rigore, il rapporto tra nonni e nipoti può arrivare ad una effettiva condivisione di ‘vita’. Mi spiego meglio: quando non ci si limita a svolgere mere funzioni di babysitteraggio, ma, trattando il piccolo come un uguale, salendo al suo stesso livello, si comunicano valori, saperi del passato non trascurando progresso e contemporaneità.

Oggi, purtroppo e sempre più spesso, i rapporti sono ostacolati dalla distanza fisica del vivere un città o, addirittura, in stati diversi. Ognuno ha la propria vita negli spazi e nel tempo che si è scelto e non sempre si può, o si vuole, modificare la situazione.

Si tratta solo di viverla al meglio. Come si dice oggi, a valere non è la quantità del tempo che si trascorre insieme, ma la sua qualità.

Nonna Lì

lunedì 18 aprile 2011

BIMBI IN TV: FARESTE FARE UN PROVINO AI VOSTRI BAMBINI? E SE NO, PERCHE?

Ricordate la memorabile interpretazione dell’immensa Anna Magnani in “Bellissima”, il celeberrimo film di Luchino Visconti? Questa è la trama: un regista annuncia che vuole ingaggiare un'attrice bambina "bellissima"; una moltitudine di mamme romane si riversa su Cinecittà proponendo la magnificenza delle proprie piccine. Tra di loro, Maddalena Cecconi, madre determinatissima di Maria che farebbe di tutto pur di inserire sua figlia nel mondo dello spettacolo. Mentre si perde in un caos di uffici e contatti più o meno attendibili per ottenere la parte, si imbatte in Alberto Annovazzi (Walter Chiari), il quale le fa credere di essere l'aiutante del regista e di poterla aiutare a far passare la bimba al concorso dietro compenso.

La piccola ottiene il provino, ma quando Maddalena prende visione del video, si accorge dolorosamente di avere una figlia impacciata e piangente che viene derisa dal regista e dal cast. Maria conquista comunque la parte e un fruttuoso contratto ma la madre, ormai disincantata, si inviperisce , si infiamma di sdegno e, dopo aver fatto una violenta scenata, trascina via la piccola dal set.

Il film è datato 1951, ma le tematiche affrontate sono ancora attualissime. Lo scorso 23 Febbraio Le Iene Show ha dedicato un servizio all’argomento: un finto casting per un fantomatico reality in stile Grande Fratello riservato a bambini dai 4 agli 11 anni. Il risultato è stato inquietante: alcuni genitori si sono dimostrati disposti a tutto pur di trasformare i loro figli in baby vip.

Le condizioni indispensabili indicate erano queste: niente scuola per 6 settimane, gossip a volontà e telecamere 24 ore su 24. Soltanto pochi genitori si sono dimostrati disgustati alla proposta, altri hanno acconsentito a torturare i loro figli con lampade, piercing tatuaggi, extension, dimostrandosi addirittura favorevoli a farli ingrassare e/o dimagrire e a nutrirli esclusivamente con bevande energizzanti e merendine degli sponsor.

Fermo restando che l’episodio appena segnalato è un caso limite che scavalla prepotentemente qualsiasi logica di amore filiale e sconfina evidentemente nella follia allo stato puro, vi proponiamo un quesito: qualora doveste incappare in un casting gestito da seri professionisti il cui oggetto fosse una semplice comparsata del vostro cucciolo in una famosa fiction, oppure qualche istante di apparizione in una pubblicità destinata al mondo bambinesco, rifiutereste oppure no? E se sì, avete voglia di spiegarci i motivi del vostro dissenso?

venerdì 15 aprile 2011

VINCI UN POMERIGGIO IN PISCINA ...

Si è concluso il termine per partecipare al concorso Vinci un pomeriggio in piscina!

La nostra redazione è stata invasa da un’onda anomala: centinaia di foto di cuccioli vestiti solo del fantastico costumino pannolino Huggies Littleswimmers. Le pose sono spettacolari: a gattoni, sottosopra, con la lingua di fuori, mentre tentano di affogare la sorellina, fissano con aria perplessa i rotolini della pancetta o baciano appassionatamente il fidanzatino/a di turno.

Belli? Di più, s-t-r-e-p-i-t-o-s-i !

Ora tocca a te eleggere Miss/Mister Huggies Littleswimmers: i cinque sirenetti protagonisti delle foto più votate vinceranno una speciale lezione di nuoto neonatale. Coccolato dalle attenzioni dello staff di Freds Swim Academy, ciascun vincitore potrà scegliere cinque amichetti del cuore con i quali sguazzare in assoluta libertà e sicurezza!

Armati di mouse e vota la tua foto preferita su www.zero6.eu ! Le foto saranno on line a partire da oggi pomeriggio fino al 25 Aprile 2011.

martedì 12 aprile 2011

FEDERICO OLIVO: I PAPA'BABY SITTER DEI LORO FIGLI? Naaaaaaaaaaaaaaaaaa!

Federico Olivo è l’ideatore del sito http://www.paternitaoggi.it/. Lo abbiamo intervistato per comprendere i motivi che lo hanno spinto a raccontarsi sul web, prerogativa finora quasi a totale appannaggio delle mamme, e lui ci ha risposto così:


Era un pomeriggio buio e tempestoso e me ne andavo da solo a spasso con mio figlio che dormiva sereno nella sua culla. Nessuno con cui chiacchierare, nessun invito a casa per prendere un caffè. Nessuno in vista, solo mamme. A quel punto ho provato pura invidia per mia moglie e il suo status di mamma, amica di qualsiasi altra mamma che incontrava nel suo cammino. Io ero solamente un papà.
Quando parlo di paternità la prima cosa che pensa chi mi sta di fronte è che sono un padre separato. Subito dopo faccio notare come la paternità inizi a manifestarsi prima delle separazioni e continui anche nel caso in cui la separazione non avvenga. E' questo è chiaro a tutti e tutti concordano. Allora perché si sente parlare di paternità solo nelle aule dei Tribunali?
Me lo hanno spiegato i sociologi e gli psicologi: questa è una società senza padri, dove gli uomini in generale hanno smesso di incarnare la figura autoritaria ma anche autorevole di una volta, con tutte le conseguenze del caso. Si, ma allora? Ora che lo abbiamo capito, dobbiamo rimanere spettatori capaci di intendere ma incapaci di volere?
Ho iniziato a creare un sito web che raccogliesse le briciole della paternità, per mio divertimento e mio passatempo. Dopo un anno mi è parso di colpo evidente che non poteva rimanere solo un mio discorso personale e insieme ad altri amici, papà e mamme, abbiamo deciso di costituire l'Associazione Paternità Oggi.
L’intento è quello di coniugare la parte autorevole della paternità con gli aspetti considerati più femminili che i papà di oggi hanno imparato a conoscere: le emozioni, l' accudimento amorevole, il dialogo con i propri figli. Ci impegniamo anche per recuperare i valori positivi di una volta, quelli dei nostri nonni: le regole e il rispetto per gli altri che deriva dalla dignità per se stessi.


E’ vero che incontri spesso dei papà che dichiarano di fare “i baby sitter “ dei propri figli?


Si, anche se la maggior parte ovviamente lo dice per scherzo (spero). Ma se capisco che non è una battuta di spirito, provo pena nei confronti di un padre che si considera solo un estraneo capitato lì per caso e che ha totalmente abdicato al suo compito di genitore e di educatore.
Dopo questo iniziale senso di tristezza, però, inizio a fare due conti: se c'è un papà che ha deposto i suoi doveri/poteri, c'è una mamma che ha di fronte una missione impossibile, che presumo gestisca tutta la logistica della casa e sicuramente ha problemi a conciliare il tutto con il suo lavoro, quello pagato.
Mi sembra che ci sia un problema di coppia, prima che di paternità. Può darsi anche che questo sia il loro equilibrio come genitori, non è affar mio, ma in genere in questo tipo di coppie ci sono delle tensioni più o meno manifeste e un bambino le avverte tutte, soprattutto quelle nascoste. E quel bambino sarà un cittadino di domani, forse anche un papà o una mamma.


Qual è stato il commento a uno dei post pubblicati su Paternità Oggi che ti ha lasciato particolarmente perplesso?

Ora non ricordo le esatte parole, ma il senso era quello di lamentarsi con il "femminismo" da parte di un papà e quello di prendersela contro gli abusi del "maschilismo" da parte di una mamma. Un tale atteggiamento denuncia un bisogno di rimanere attaccati a degli stereotipi piuttosto che comprendere le ragioni dell'altro, un modo per non affrontare la fatica di mettersi in discussione.
Sapere che c'è ancora il bisogno di tirare fuori il femminismo e il maschilismo, mi da molto da pensare e sicuramente è un fatto di cui dobbiamo tenere conto. Ne approfitto per chiarire ancora che Paternità Oggi non ha in alcun modo l'intenzione di recuperare privilegi di cui noi uomini abbiamo goduto negli ultimi millenni. Le femministe possono iniziare a rilassarsi e i maschilisti la smettano d'illudersi.

Quale, invece, è stata la risposta che ti ha regalato un’iniezione di fiducia, un commento che ti ha dato conferma che il tuo sito ha un suo perché?

Mi ha piacevolmente sorpreso l'attenzione e l'accoglienza rivolta ad un progetto come Paternità Oggi da parte delle donne e soprattutto delle mamme. Avevo il timore che la comunità delle mamme, così presente ed autorevole, fosse chiusa in se stessa, invece la responsabilità di tale apparente chiusura è di noi uomini/papà che ancora abbiamo qualche difficoltà a raccontarci e a parlare.
Dipende sicuramente dal fatto che per noi certe cose sono scontate e non c'è bisogno di parlarne. Invece ora sono convinto che sia fondamentale iniziare a discutere del nostro approccio maschile su come educare i figli, proprio con le mamme, e creare la nostra comunità di papà.
Ma la cosa che più mi ha colpito e che mi da veramente quella carica in più, è che le nonne o addirittura le bisnonne di oggi, cioè le mamme di una volta, quelle che hanno vissuto la paternità anche nei suoi lati peggiori, sono state invece quelle che più hanno compreso l'importanza di ricominciare a parlare dei valori positivi della paternità. Qualcuna me l'ha anche spiegato attraverso i racconti del suo vissuto. Dobbiamo recuperare qualcosa da quei papà di una volta. Ora le nonne sono le mie migliori "alleate"!

Definisci con tre aggettivi tuo figlio Vittorio:


Irriverente, attento, chiacchierone.

Raccontaci la tua esperienza in sala parto fianco a fianco con tua moglie. Ti sei sentito impotente? Hai avuto voglia di scappare, di vomitare, lei ti ha preso a parolacce oppure è stata tutto sommato un momento irripetibile e intenso?

E’ stata un’esperienza primordiale. Vedere tua moglie urlare, piangere, ridere, sudare e sanguinare ti rimette in contatto con il mondo.
Da quel giorno ho apprezzato ancora di più mia moglie, e siccome non sono stato solo uno spettatore ma ho partecipato attivamente, nel mio piccolo, posso affermare di aver partorito un po’ pure io. In fondo è facile. Quando la tua compagna urla cerchi di calmarla, quando suda cerchi di rinfrescarla, quando ride allora ridi pure tu, quando sanguina ti sforzi di capire che non sta male e non cerchi di trasferirla dalla sala parto al pronto soccorso.
Da uomo posso affermare che è facile partorire. Ho conosciuto molti uomini che hanno preferito rimanersene in disparte. E’ una scelta rispettabilissima per molti motivi, ma sapere e vedere cosa ha patito tua moglie per mettere al mondo i tuoi figli (sia in caso di parto naturale che cesareo) e vedere dal vivo il responsabile delle tue prossime notti insonni, è un’esperienza che deve essere vissuta. Diversamente ci sono addirittura correnti di pensiero che professano l’allontanamento di qualsiasi uomo dalla sala parto, papà compresi: in quei casi mi limito ad aprire la finestra per far uscire meglio questa sciocchezza.


In poche righe: lancia un messaggio ai papà o, se preferisci, ai genitori:

Negli ultimi decenni abbiamo gettato via il vecchio modello di paternità, quello duro ed autoritario, ma contestualmente dovremmo recuperare quella figura di padre che costituisce un punto di riferimento da cui prendere esempio per crescere. Lo vogliamo fare insieme trovando un nuovo equilibrio, papà e mamme?

Ci uniamo decisamente al messaggio di Federico e di tutti i papà che, come lui, si impegnano per costruire un nuovo concetto di genitorialità: rimanere relegati nei ruoli che da sempre ci vengono imposti dalle convenzioni sociali non ci aiuta a crescere, e soprattutto non aiuta i nostri figli. Venirsi incontro sfruttando la nuova consapevolezza che una famiglia si costruisce unendo le energie di entrambi i genitori, invece, aiuta tutti a diventare più grandi.

Chi l’ha detto che un papà non può lavare i piatti e che una mamma non può giocare a calcio con il proprio figlio, se ne ha voglia? Confusione di ruoli? No, assolutamente. Collaborazione, si tratta semplicemente di collaborazione, con buona pace di tutti i benpensanti convinti che esistano ancora “papà” e “mamme” e non semplicemente “genitori”.

lunedì 11 aprile 2011

SCONTI PER TUTTA LA FAMIGLIA CON VIVIPARCHI!!!

Quante volte vi è capitato di individuare un parco giochi con mille attrattive dove andare con tutte la famiglia ma poi, nel dare un’occhiata al costo del biglietto d’ingresso, siete stati frenati dalla spesa non indifferente? Diverse volte, vero?

E se vi dicessimo che c’è chi ha pensato a rendere più fruibile l’accesso ai parchi divertimento (ma non solo) sia in termini di accoglienza alle famiglie che in termini squisitamente economici?

Alla costante ricerca di qualche cosa di utile per ovviare a questo inconveniente, ci siamo imbattuti in due realtà che propongono agevolazioni per l’ingresso ai parchi. Le abbiamo studiate, comprate, soppesate, confrontate e spietatamente vivisezionate per voi e… rullo di tamburi… the winner is: Viviparchi, perché offre agevolazioni imbattibili!

Il progetto Viviparchi, inizialmente circoscritto ai territori del Lago di Garda, nasce circa dieci anni fa da un’idea di Saverio Frapporti Fontana. Si è poi esteso a tutto il territorio nazionale, con la creazione di un circuito costituito da oltre 250 strutture fra parchi tematici (divertimento, botanici, acquatici, naturalistici...), siti UNESCO (dichiarati patrimonio mondiale dell'umanità), castelli, agriturismo, impianti di risalita, hotel, musei, corsi di musica e di teatro, foresterie e cascine che rappresentano numerosi itinerari turistici per un giorno, un week end o una vacanza dedicato a tutti, in particolar modo alle famiglie.

Abbiamo contattato Maria Tonolli, responsabile della realizzazione dei vari progetti, ci ha spiegato che il loro intento è quello di offrire una proposta differenziata in grado di soddisfare tutti i palati; nel loro circuito esistono strutture dedicate al puro divertimento, ma anche realtà che offrono percorsi formativi per i bambini, con progetti didattici e spazi ad hoc per i più piccoli.

La loro mission principale è quella di far trascorrere del tempo di qualità a tutta la famiglia, tenere uniti i loro componenti e soprattutto offrire sconti sostanziosi in grado di incentivare le uscite familiari. Questi obiettivi vi ricordano forse qualcosa? Certamente! Rendere il mondo più family friendly è esattamente lo stesso progetto di Zero6 Bambini al Potere!

Viviparchi e Zero6 Bambini al Potere si sono perdutamente innamorati; la voglia comune di realizzare servizi e agevolazioni per le famiglie, di cambiare nel nostro piccolo il mondo, ha acceso una passione reciproca che niente e nessuno riuscirà ad estinguere. Unendo le nostre sinergie, stiamo realizzando una collaborazione che concretizzerà nel 2012. L'impegno di Viviparchi è rappresentato nel riconoscere l'ingresso omaggio (per tutto il periodo stagionale di apertura) dei figli fino ad un massimo di due a famiglia, a condizione che ogni figlio sia accompagnato da un genitore pagante (tariffa intera). Dove non è stato possibile ottenere questa agevolazione, hanno cercato di individuare uno sconto significativo per i figli (di età non superiore ai 13 anni) o per tutto il nucleo familiare.

Insomma: noi ci siamo innamorati di questo progetto, ma non siamo gelosi. Siamo certi che ve ne innamorerete all’istante anche voi! Cosa aspettate ad approfittare di questa imperdibile offerta? Se volete saperne di più visitate il sito http://www.viviparchi.eu/ e se volete la card, la trovate in libreria, ipermercati, autogrill d’ Italia e naturalmente sul sito …